Lunedì, 02 Gennaio 2017 03:51

Adolescenti, preadolescenti e i pericoli dei Social Media

La popolarità delle piattaforme social media continua ad aumentare soprattutto tra i giovani. La maggior parte degli adolescenti possiede almeno un profilo su un sito come Facebook o Twitter, dove può inviare messaggi, foto e video da condividere con gli amici.

Queste piattaforme (come la maggior parte degli adulti sanno già, dal momento che li usiamo ampiamente anche noi) sono un ottimo metodo per restare in contatto con amici e parenti, e possono essere anche molto divertenti e coinvolgenti.

Infatti, per essere onesti, la maggior parte delle persone, sia adulti che bambini, probabilmente ammetterà di trascorrere un po’ troppo tempo nel controllare gli stati e i post sulle loro piattaforme di social media preferite.

Ma la dipendenza da social media è solo uno dei pericoli annessi al loro utilizzo,

e considerando alcuni dei problemi più gravi, a confronto la dipendenza da Facebook o da una delle altre piattaforme sembra essere un problema minore.

Un recente esperimento sociale condotto da Coby Persin, un ragazzo che normalmente fa scherzi e video divertenti su Facebook, dimostra quanto possano essere pericolosi i social media per i bambini.

Nel video di YouTube che ha documentato il suo esperimento, Persin ha creato un falso account su Facebook in cui si è presentato come un ragazzo di 15 anni che cercava di fare nuove amicizie in una città dove si era appena trasferito con la sua famiglia.

Con l'approvazione e la partecipazione segreta dei genitori, Persin ha usato il suo falso account per contattare e fare amicizia con tre ragazze delle rispettive età di 14, 13 e 12 anni. I risultati del suo esperimento hanno scioccato i genitori, e da quando è stato postato su YouTube, il video è diventato virale raggiungendo ben 40 milioni di visualizzazioni.

L'esperimento ha evidenziato quanto fosse spaventosamente facile ingannare non solo le ragazze per far credere loro che erano state effettivamente contattate da un loro coetaneo (che non esisteva nemmeno), ma anche come, dopo soli pochi giorni di messaggistica, fosse facile convincerle ad incontrarsi faccia a faccia senza dire ai loro genitori che stavano andando a conoscere un perfetto sconosciuto.

In ogni caso, le ragazze hanno deciso di incontrarlo. La prima ragazza, di 13 anni, aveva organizzato di incontrare la persona che aveva conosciuto online solo pochi giorni prima in un parco vicino casa sua e non aveva informato i genitori dell’evento.

La seconda ragazza dell'esperimento, dell’età di 12 anni, ha accettato di incontrare il ragazzo a casa sua dopo che suo padre si era addormentato.

La terza ragazza, dell’età di 14 anni, ha accettato di entrare nell’auto del ragazzo sotto casa sua mentre i suoi genitori non c’erano.

In tutti e tre i casi, le ragazze hanno mantenuto le loro promesse per incontrare l'impostore senza sorveglianza e senza la conoscenza dei genitori, o almeno così le ragazze hanno creduto.

In ogni situazione, i genitori stavano al gioco e tutti credevano che le loro figlie non sarebbero state così stupide da concordare un incontro, invece tutte e tre le ragazze hanno incontrato uno sconosciuto tra l'orrore e lo shock dei genitori.

Questo semplice ma drammatico esperimento, ha dimostrato quanto sia facile ingannare i giovani con un comportamento rischioso attraverso l'uso dei social media. Come il video fa notare, esistono più di 750.000 predatori di bambini registrati nei soli Stati Uniti, e questo è solo il numero di quelli che sono stati catturati. Naturalmente, in tutto il mondo il numero è molto più alto anche se le statistiche sono più difficili da trovare.

I social media rappresentano un modo molto semplice per questi mostri di trovare i nostri figli. Attraverso l'anonimato di Internet, si può fingere di essere loro coetanei e, come dimostra l'esperimento, parlare con i bambini per incontrarsi di persona con il minimo sforzo.

Questo è uno dei principali motivi per cui i genitori hanno bisogno di monitorare le attività online dei propri figli e l'unico metodo per farlo in modo efficace è attraverso l'installazione di un software di monitoraggio su smartphone, tablet o computer a cui i loro figli hanno accesso.

Le ragazze nell'esperimento erano facilmente ingannate, mostrando quanto siano vulnerabili gli adolescenti di quell'età. E con i bambini che sono già online in età anche più precoce, non diventa più solo una questione che riguarda gli adolescenti. Tutti i bambini che adoperano gli smartphone o che hanno accesso a Internet, hanno bisogno della supervisione dei genitori ed oggigiorno ciò comprende praticamente tutti i bambini.

I bambini hanno bisogno di un po’ di libertà e di privacy, ma i pericoli che li aspettano nel mondo virtuale, possono facilmente portare a gravi pericoli nel mondo "reale". La necessità di un controllo, in questo caso, supera il diritto alla privacy.

I genitori responsabili non possono permettersi il rischio di lasciare che i bambini vaghino liberamente online senza alcun tipo di monitoraggio, ed è per questo motivo che le applicazioni di monitoraggio mobile sono diventate così popolari.

Con un'applicazione come mSpy o SpyStealth, ad esempio, i genitori possono vedere con chi stanno comunicando i loro figli e su quali piattaforme social media, sapendo anche che tipo di contenuti e di messaggi vengono condivisi.

I predatori sessuali sono probabilmente la minaccia più pericolosa, ma di certo non l'unica. Le piattaforme social media sono anche il luogo dove cyberbullismo, sexting ed altre minacce si svolgono abitualmente. I genitori hanno bisogno di sapere cosa accade su tali piattaforme, e, come dimostra l'esperimento, può succedere molto più nel mondo online del bambino di quanto si possa immaginare.