Giovedì, 08 Settembre 2016 05:12

L'interdizione di WhatsApp in Brasile ha interessato 100 milioni di utenti

Lo scorso 3 maggio, il mondo della messaggistica istantanea ha subito un forte scossone, perchè la famosa applicazione WhatsApp in Brasile è stata bloccata. Il tribunale locale ha infatti ordinato il blocco della messaggistica più utilizzata al mondo per quasi 72 ore, fermando così qualsiasi suo servizio. Le ragioni restano vaghe, tuttavia, il blocco sembra essere dovuto al rifiuto della stessa WhatsApp di comunicare i messaggi inerenti un trafficante di droga.

Un blocco ordinato da molto in alto

È stato un giudice brasiliano ad ordinare a tutti gli operatori telefonici di bloccare l'accesso a WhatsApp per 72 ore in tutto il paese. Si tratta del secondo blocco consecutivo in Brasile di WhatsApp negli ultimi cinque mesi.

La decisione del 3 maggio ha colpito ben oltre 100 milioni di utenti di WhatsApp nel solo paese.

WhatsApp: già bloccato due volte in Brasile

WhatsApp non è nuova nel registro delle applicazioni bloccate, poiché questa è già la seconda volta da metà dicembre che è divenuta bersaglio di un ordine di fermo da parte della giustizia brasiliana.

Infatti, il servizio di messaggistica dal logo verde era stato chiuso per 48 ore il 15 dicembre del 2015 dopo che Facebook non aveva rispettato un ordine, anche se un altro tribunale subito dopo aveva interrotto questa breve sospensione.

Il giudice Marcel Maia Montalvao, dello Stato di Sergipe, è lo stesso giudice che nel Marzo scorso ordinò l'arresto di un dirigente di Facebook con sede in Brasile per non aver rispettato un tentativo di blocco di WhatsApp.

Anche Facebook sotto l'occhio dalla giustizia brasiliana: un esecutore già arrestato e poi rilasciato

Un popolare utente locale su Twitter chiamato Acaua Tavares, che agiva anche con l'acronimo portoghese di "PQP", più o meno l'equivalente inglese di "WTF?" ("Cos'è questa merda?" tanto per essere educati) ha scritto:

- “WhatsApp ha bloccato di nuovo PQP! Questo è il Brasile”.

Molte parti interessate hanno reagito con una domanda: “Ancora?”

I funzionari del tribunale hanno accusato l'azienda di non condividere le informazioni sugli utenti di WhatsApp relativi ad un'indagine su un traffico di droga e sulla criminalità organizzata.

Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, è rimasto "stordito" dalla "decisione estrema" della corte di giustizia.

In una dichiarazione, WhatsApp ha dichiarato che la società è rimasta "delusa da questa decisione" dopo aver fatto tutto il possibile per collaborare con i tribunali brasiliani.

Nel 2013, anche Google si era ritrovata nell'occhio del ciclone. Un manager brasiliano di alto livello del famoso motore di ricerca, era stato accusato di aver violato le leggi elettorali per non aver rimosso i video di YouTube che criticavano un candidato per l'elezione a sindaco di Mato Grosso do Sul.

La mancata collaborazione da parte delle aziende dei media non è rara

Molte aziende, soprattutto questi colossi dei media, hanno a che fare con la giustizia, sia in Brasile che altrove. Lo scorso anno, la Apple ha rifiutato di collaborare con l'FBI per lo sblocco di un iPhone utilizzato da uno degli uomini implicati nell'uccisione di una coppia a San Bernardino, in California.

Cosa fare come utenti se la vostra applicazione è bloccata?

La giustizia fa il suo lavoro e, purtroppo, le controversie influenzano anche gli stessi utenti che possono essere bloccati temporaneamente o per diversi giorni. Una soluzione semplice però esiste. Si tratta di VPN Mobile, che basta scaricare ogni volta che una famosa applicazione viene bloccata in tutto il mondo.