Giovedì, 15 Settembre 2016 05:08

Suicidio online: la triste realtà

Gli adolescenti e il digitale

Qual è il problema principale sollevato dal periodo della pubertà, l'adolescenza? L'esacerbazione del narcisismo ed il culto dell'ego che modificano pericolosamente il comportamento di questi bambini facendoli diventare giovani adulti.

Nell'era digitale, gli adolescenti odierni coltivano il loro ego attraverso diverse piattaforme di messaggistica istantanea e social network. Come evidenziato sulle bacheche di Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, e dai messaggi via WhatsApp o Tinder, i nostri giovani adulti del 2016 adorano farsi notare per ottenere "interesse" agli occhi degli altri.

Spesso, e nella maggior parte dei casi, non c'è nulla di male in questo, si postano le foto di lanci col paracadute, i video delle proprie canzoni create, i commenti sulla stella del momento o si trasformano in YouTubeur. Alcune prese in giro o i "Like" e l'adolescente avrà un seguito sul web per un breve periodo di tempo in modo che il giorno dopo se ne possa parlare.

Ma in rari casi, sfortunatamente, le cose vanno male e non ascoltando i genitori, gli adolescenti finiscono in difficoltà, in depressione o peggio ancora, come dimostrano la tristi vicende accadute a Nathaniel Hassan su Instagram e a Océane su Periscope.

Nathaniel e Océane, riflessi di una società senza supervisione

Orribili e molto reali, eppure questi due casi di suicidio, anche se in luoghi opposti del pianeta, hanno una cosa in comune: quella delle reti sociali come piattaforma di presagio per la morte. È triste, terribile e ingiusto, ma purtroppo è successo.

Nathaniel Hassan, un ragazzo di 18 anni, si suicidò in Louisiana, Stati Uniti d'America dopo averlo esplicitamente annunciato tramite il suo account di Instagram. Peggio è andata ad Océane, ragazza francese, che ha volontariamente filmato il suo suicidio in diretta via Periscope.

Purtroppo, non è stato fatto nulla per impedirlo e tutti sono rimasti shockati. I social network possiedono questa terribile mancanza, che non sono strettamente controllati da adulti o genitori e portano ad una profonda tristezza o ad una grande crisi il disagio di un adolescente che invece dovrebbe vivere al massimo del suo splendore.

Il caso di Océane purtroppo si riflette bene. Ha vissuto attraverso le reti sociali con non meno di 4 diversi account su Facebook, un blog, un account Twitter, uno di Google+ e uno di Periscope, con i quali ha raccontato la sua vita e i suoi pensieri, cantando e chiacchierando con i suoi "seguaci". Con il suo terribile gesto, Océane si è offerta un'eternità digitale.

Come monitorare lo stato d'animo di vostro figlio ed identificare eventuali segni?

Prima di tutto, un'educazione basata sulla presenza e sulla fiducia dei genitori è la cosa migliore. Poi il dialogo, il tempo trascorso con vostro figlio monitorando le sue frequentazioni sono le armi che impediranno qualsiasi turbamento. Ma al di là di questo, oltre al monitoraggio della sua salute e della sua vita sociale, il genitore nel 2016 è anche dotato di strumenti digitali per affrontare la minaccia del suicidio.

I teenager navigano, twittano e commentano, quindi dobbiamo seguire le loro attività quotidiane, controllare i messaggi, le foto inviate, i video condivisi etc… Parlando di spyware per telefoni cellulari, ci rendiamo conto che questi sono gli unici programmi disponibili ed affidabili per i genitori del XXI secolo.

I software di monitoraggio mobile come mSpy, FlexiSPY e molti altri, saranno più che efficaci per un attento controllo della vita digitale degli adolescenti ultraconnessi. Il bambino che non parla a casa, più probabilmente lo esporrà tramite SMS, chat, foto e post su Facebook, quindi i genitori devono essere dotati di strumenti in grado di dare pieno accesso a questa vita virtuale, ma al tempo stesso prevenire eventuali scenari futuri.